Concerto Dietro il Velo di Maya

Due ore di concerto, 90 musicisti e coristi e il Nuovo gremito nel ricordo di Gaia Ferretti.

Il ricavato devoluto all’onlus ‘Amici di Sabrina Fadini’, per la ricerca sulla leucemia

SPOLETO – Ieri pomeriggio, il Nuovo ‘G. Menotti’ ha faticato a contenere tutte le emozioni che ha regalato Dietro il velo di Maya – un’amicizia in musica: oltre due ore di concerto con cui l’associazione culturale Bisse ha voluto ricordare la sua amica Gaia Ferretti.

Sicuramente, il teatro della Città del Festival non è riuscito ad ospitare i tanti spoletini che hanno cercato fino all’ultimo di rimediare un biglietto per assistere all’appuntamento organizzato dai bissotti, con il patrocinio del Comune di Spoleto e in collaborazione con l’associazione I Ragazzacci. Tanto che il vicepresidente di Bisse, Andrea Sensidoni, al termine dello spettacolo è stato costretto quasi a scusarsi. ”Ci dispiace per coloro che non sono riusciti ad entrare. La città ha risposto nella maniera giusta alla nostra iniziativa e lo sottolinea questo teatro gremito”, le sue parole.

Sul palco di ieri, infatti, non c’erano soltanto 90 musicisti e coristi, tra cui la cantante spoletina, ma francese d’adozione, Michela Musco, il sassofonista Alessandro Musco e due violinisti di fama internazionale come i serbi Jovan Bogosavljevic e Marija Rajkovic. C’erano soprattutto tanti ragazzi che, alla loro maniera, hanno voluto ricordare la loro amica recentemente scomparsa; nel giorno del suo compleanno, e sull’ultima ribalta su cui si è esibita.

E, in fondo, lo spirito di Gaia è stato avvertito distintamente da tutti sul palcoscenico del teatro spoletino. Non soltanto quando l’artista, grazie a una registrazione, è tornata ad esibirsi per un istante con i suoi amici. Gaia era presente in ogni gioco di luci e di immagini, nelle parole di ogni canzone: da ‘Swing Low, Sweet Chariot’, interpretata anche dai suoi fratelli Angelica e Lorenzo, alle poesie di De André riproposte dai Cuccioli del Maggio. Gaia era nel ricordo del dottor Francesco Onida, ricercatore in Malattie del Sangue presso il Centro Trapianti Midollo Osseo della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, che ha raccontato come lei abbia lottato con forza e dignità sino all’ultimo istante concesso dalla malattia. Gaia era lì quando Elios Fadini ha spiegato come l’intero ricavato del concerto – a cui si aggiungono le donazioni raccolte a distanza dagli artisti texani dei Celebration Ringers – sara’ impiegato dall’onlus ‘Amici di Sabrina Fadini’ per promuovere la ricerca medico-scientifica nel campo della cura dei linfomi e delle leucemie a cellule T e fornire, a medici come Onida, gli strumenti adeguati per fronteggiare questo tipo di malattia.

Ma Gaia era anche in ogni singolo spettatore che, uscendo dal Nuovo, ha compreso come il senso della vita si cela al di là di quel velo di Maya. Un velo da scostare un istante per andare oltre a ciò che appare e mettersi alle spalle l’orizzonte.